CHE PESCI PRENDERE?

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Per stare in salute ed avere una buona forma fisica si consiglia di mangiare pesce almeno 2-3 volte a settimana, preferendo pesce di pescato locale, di stagione e di piccola taglia.

La porzione di pesce in un pasto dovrebbe essere di circa 150-200 grammi e il pesce dovrebbe essere cucinato per poco tempo e a bassa temperatura affinché le proprietà nutrizionali non vengano perse.

Purtroppo oggi la metà dei prodotti ittici consumati nel mondo proviene da allevamenti:
il pesce pescato è sempre più scarso e poco accessibile per il prezzo elevato.
L’acquacoltura al contrario permette di tenere i prezzi bassi, permette una maggiore sostenibilità ambientale e inoltre procura molti posti di lavoro.

Generalmente si preferisce scegliere il pesce pescato, sicuramente migliore da un punto di vista organolettico e qualitativo, più buono, meno grasso e con una composizione in grassi migliore (maggior quantitativo di omega-3).

Il pesce allevato però non è tutto uguale e possiamo distinguerne diverse tipologie per qualità, gusto e composizione nutrizionale in base al tipo di allevamento (in mare aperto o in vasche) e al tipo di mangime fornito.
Se un allevamento è in mare aperto il pesce vivrà a temperature più fredde e potrà nuotare di più e in spazi più grandi, di conseguenza avrà carni più magre e più ricche in omega-3.
I grassi omega-3, particolarmente utili per la loro azione antiinfiammatoria e protettiva nei confronti delle problematiche cardiovascolari, sul profilo lipidico, sul sistema nervoso e sul sistema immunitario, non variano solo in base alla temperatura a cui il pesce viene allevato, ma soprattutto rispetto al tipo di dieta fornita al pesce.
Al contrario se il pesce viene allevato in vasche, a temperature più elevate e con mangimi di bassa qualità il pesce sarà composto da acidi grassi polinsaturi ma del tipo omega-6, con un impatto completamente diverso sulla salute, seppur non del tutto negativo.

È buona norma preferire i pesci allevati nell’Unione europea perché maggiormente controllati e leggere l’etichetta del pesce, dove viene indicata la tracciabilità.

 

Dott.ssa Edy Virgili

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