DIETE, METABOLISMO E PESO CORPOREO: PARLIAMONE

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Spessissimo arrivano in studio persone con una storia di diete fallite riferendo che il loro problema sia il metabolismo “lento” o peggio ancora “fermo”…

Cerchiamo di capire un punto fondamentale: se il metabolismo fosse fermo non ci sarebbe vita!

Quindi il metabolismo non è mai fermo, al massimo può non funzionare bene e quindi, anche se inappropriatamente, potremmo dire lento…

ma perché il metabolismo non rende al 100% come dovrebbe?
E cos’è il metabolismo?

Partiamo dal concetto di metabolismo basale, per il quale si intende il dispendio energetico del corpo (espresso in calorie) a riposo nelle 24 ore del giorno e dipende per la maggior parte dalla composizione corporea, ovvero dalla quantità di massa magra e grassa presenti.
Maggiore sarà la quantità di massa magra e più calorie vengono consumate durante il giorno.

Il metabolismo basale si calcola utilizzando formule predittive abbastanza precise oppure attraverso strumentazioni apposite.
Al metabolismo basale va aggiunta la quantità di energia consumata per svolgere le attività quotidiane e per l’esercizio fisico, in questo modo si ottiene il fabbisogno energetico totale.

Mangiare serve per trarre dagli alimenti l’energia necessaria a soddisfare le necessità del metabolismo totale.

 

Ma cosa succede quando si prende peso?

La situazione più probabile è che l’introito di energia sotto forma di cibo sia eccessivo rispetto al fabbisogno, quindi va rivista la dieta, partendo dalla scelta e dagli abbinamenti dei nutrienti per arrivare alla quantità di calorie e quindi al peso… non possiamo non pesare i cibi fino a quando con gli occhi e con lo stomaco non impariamo quelle che sono le giuste porzioni per ognuno di noi.

Spesso di dibatte sul tema pesata dei cibi, ma ancora non vedo alternative.

Per ogni alimento c’è il corretto quantitativo da assumere ogni giorno e non diamo retta a chi dice il contrario, ancora la scienza non ci fornisce evidenze in tal senso e ancora sono validi i testi di biochimica e fisiologia studiati all’Università (e qui non c’è spazio per coloro che, senza titoli di studio, riempiono di fake news il web!).

Quindi non vanno demonizzati i carboidrati, ma è necessario capirne la giusta quantità giornaliera e magari quale tipo sia preferibile scegliere, così come non ci si può sovraccaricare di grassi e proteine, poiché i danni sulla salute potrebbero anche essere notevoli.

Ci possono però anche essere una lista di patologie che ci inducono ad ingrassare, soprattutto quelle metaboliche che riguardano l’asse gastroenterico e quelle ormonali (es. patologie tiroidee, ecc…), quindi, quando si intraprende una dieta, è sempre bene affidarsi a professionisti sanitari che ci prendano per mano e ci indichino la giusta strada da percorrere, esami diagnostici inclusi.

A volte fare una dieta in condizioni patologiche latenti e ancora da diagnosticare potrebbe essere estremamente pericoloso, in quanto si affama l’organismo, che invece avrebbe necessità maggiore di nutrienti per recuperare.

Non dimentichiamo poi tutto lo spettro delle ipersensibilità alimentari (allergie ed intolleranze) che potrebbero creare ritenzione idrica, malassorbimento intestinale, ecc… condizioni spesso associate all’aumento ponderale.

Infine, quando pensiamo al metabolismo umano ci scordiamo sempre un elemento imprescindibile: il microbiota, ovvero tutti quei milioni di microorganismi che convivono con noi, principalmente nel nostro intestino, e che hanno un loro metabolismo…

e se il problema fosse il metabolismo dei nostri microbi?

Siamo nell’era della “metabolomica”, ovvero la sommatoria di metabolismo umano e metabolismo microbico e spesso non si perde peso perché c’è disbiosi, ovvero alterazione della composizione microbica intestinale e per dimagrire è necessario prima recuperare l’equilibrio e il benessere intestinale.

Mangiare serve in primis a soddisfare le necessità energetiche dell’organismo e dei suoi conviventi (microbiota), quindi oltre ad essere un piacere è un dovere a tutti gli effetti!
Bisogna scegliere bene cosa portare a tavola, partendo da una buona spesa, utilizzando i giusti metodi di conservazione e di cottura, pesando i quantitativi necessari e creando gli abbinamenti corretti.

Per ognuno c’è una dieta, creata in base alla propria fisiologia, alla storia clinica, alle predisposizioni genetiche, ai propri gusti e al proprio microbiota.

Quando il peso aumenta sulla bilancia, cerchiamo di pensare a 360 gradi e valutiamo in modo poliedrico la situazione con l’aiuto di un professionista sanitario!

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