IPOTIROIDISMO E NUTRIZIONE: QUALI ALIMENTI SCEGLIERE

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L’ipotiroidismo è una sindrome clinica del sistema endocrino dovuta ad un deficit degli ormoni tiroidei (triiodotironina e tetraiodotironina o tiroxina) prodotti dalla tiroide.

Questa condizione comporta una riduzione generalizzata di tutti i processi metabolici dell’organismo e può causare una serie di sintomi come stanchezza, scarsa capacità di tolleranza al freddo, aumento di peso, ecc…

Nei bambini, l’ipotiroidismo porta a ritardi nella crescita e nello sviluppo intellettuale.
La diagnosi di ipotiroidismo, quando sospettata, può essere confermata con esami del sangue che misurano i livelli di ormone tireostimolante (TSH) e quelli della tiroxina.

 

Globalmente, la scarsità di iodio nella dieta è la più comune causa di ipotiroidismo.

Nelle popolazioni che godono di una corretta alimentazione la causa più comune è invece la tiroidite di Hashimoto, una malattia autoimmune.

Cause meno comuni includono: un precedente trattamento con iodio radioattivo, lesioni all’ipotalamo o alla ghiandola pituitaria anteriore, l’assunzione di alcuni farmaci, la mancanza di una tiroide funzionante alla nascita o un precedente intervento chirurgico alla tiroide.

Sicuramente consumare cibi ricchi di iodio può essere d’aiuto in questa situazione, ad es. uova, yogurt e pesce, così come l’utilizzo di sale iodato.
Utili sono anche i cibi ricchi in acidi grassi poliinsaturi del tipo omega 3 come il pesce grasso e la frutta secca.
I grassi omega 3 sono in grado di modulare il sistema immunitario e ridurre l’infiammazione, alla base di qualsiasi condizione patologica.
Per una modulazione in positivo del sistema immunitario sono importantissimi i cibi fermentati ricchi di probiotici come lo yogurt, il kefir, il kimchi, ecc…
Dobbiamo accertarci di introdurre tutti i minerali necessari per il funzionamento della tiroide, soprattutto il selenio e lo zinco, di cui sono ricchi frutta secca, pesce, crostacei e molluschi. Altro minerale importante è il ferro, in quanto l’ipotiroidismo spessissimo si accompagna ad una condizione di anemia. Il ferro è contenuto in moltissimi cibi, ma spesso non viene assimilato a causa di un carente apporto di vitamina C, quindi l’introduzione quotidiana di più porzioni di verdure e frutta non deve essere mai trascurata.
Infine va sottolineata l’importanza della carne, non solo perché ricca di minerali come il ferro e vitamine, ma soprattutto per la presenza di tirosina, un amminoacido fondamentale per la produzione degli ormoni tiroidei.


Al contrario ci sono alimenti sconsigliati come i cibi gozzigeni, ovvero che possono interferire negativamente con il funzionamento della tiroide impedendo l’assimilazione dello iodio: vegetali appartenenti alla famiglia delle Brassicacee o Crucifere (cavoli, broccoli, rape, ravanelli, verza, rucola, cavoletti di Bruxelles, cavolo nero, cavolfiore e crescione), la soia, le bietole, gli spinaci, la lattuga e il miglio. Per quanto riguarda le Brassicacee o Crucifere il consiglio è quello di farne un consumo limitato e dopo bollitura e/o congelamento. Si è visto infatti che sia la bollitura che il congelamento riducono notevolmente la biodisponibilità degli isotiocianati, responsabili dell’effetto gozzigeno in questi vegetali. Inoltre è possibile compensare l’effetto gozzigeno degli alimenti indicati aumentando l’apporto di iodio nella dieta.
Altri cibi che possono peggiorare in vari modi il funzionamento della tiroide sono il caffè, i cereali e derivati contenenti glutine ed il latte di mucca con i suoi derivati, in particolare quelli non fermentati come panna, gelati e dolci.
Infine bisogna fare molta attenzione al tipo di acqua che si beve! Quella del rubinetto infatti contiene il cloro che inibisce l’assorbimento dello iodio ed il fluoro che interferisce con la sintesi degli ormoni tiroidei. Meglio optare per una buona acqua in bottiglia di vetro.

Dott.ssa Edy Virgili

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