LA “TERAPIA NUTRIZIONALE” NEI PAZIENTI ONCOLOGICI

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I tumori sono la seconda causa di morte nel mondo.

Sebbene molti siano i progressi in ambito scientifico, purtroppo l’incidenza di questa malattia è in continuo aumento e alcuni autori prevedono che possa raddoppiare entro il 2030.
Il paziente oncologico nei vari stadi della malattia subisce molti cambiamenti nella propria alimentazione, alla diagnosi, che, creando forte stress psicologico, potrebbe determinare inappetenza, durante le terapie, che potrebbero provocare diarrea, stipsi, nausea, vomito e altre situazioni in cui si rendano necessari rimodellamenti alimentari, prima e dopo gli interventi chirurgici e in caso di stomie.

Spessissimo si verifica un’alterazione dello stato nutrizionale e la malnutrizione per difetto è considerata “malattia nella malattia”, con cui si stima convivano 33 milioni di persone in Europa e un costo sociale di circa 120 miliardi di euro.

Purtroppo la scarsa attenzione verso lo stato nutrizionale del paziente oncologico, ampiamente documentata nella letteratura scientifica mondiale, determina gravi conseguenze sulla qualità e sulla durata della vita dei pazienti, sul decorso della malattia e sulla risposta e tolleranza ai trattamenti proposti, con conseguente peggior prognosi.

La valutazione nutrizionale diventa un elemento imprescindibile nell’approccio al paziente sin dalla diagnosi.

La malnutrizione per difetto (eccessiva magrezza) è un vero e proprio predittore indipendente di aumentata morbidità e mortalità ed è associata ad un maggiore rischio di tossicità dovuta alle terapie oncologiche.

Tra i pazienti neoplastici che perdono peso corporeo, circa il 25% muore per le conseguenze dirette o indirette della malnutrizione.
Frequenza e gravità della perdita di peso variano a seconda del tipo di tumore (principalmente questo fenomeno riguarda le neoplasie del tratto gastrointestinale, del polmone, del distretto testa-collo e il linfoma non-Hodgkin).

Al contrario, alcune terapie antitumorali (soprattutto quelle ormonali) e l’utilizzo di antiinfiammatori possono determinare aumento ponderale (malnutrizione per eccesso) e alterazioni del metabolismo, entrambi fattori di rischio per sindrome metabolica e per recidiva di malattia.

Una corretta gestione nutrizionale dei pazienti neoplastici non avrebbe solo un impatto positivo sulla qualità e sulla durata della vita del paziente, ma anche sulla semplificazione della gestione del paziente e sulla spesa sanitaria.

Non a caso il Ministero della Salute ha stilato il documento intitolato “Linee di indirizzo percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici”, rivolto alla gestione alimentare del paziente (screening e valutazione nutrizionali).
Il documento tiene anche conto della “Carta dei Diritti del Paziente Oncologico all’appropriato e tempestivo supporto nutrizionale”, sottoscritta nel 2017 da AIOM, FAVO e SINPE, e del contributo delle Società Scientifiche ADI, SINUC e SISA e di Associazioni di pazienti.

Gli obiettivi di questo documento consistono nei seguenti punti:

• definire gli screening e i bisogni specifici in ambito nutrizione alla diagnosi, durante il percorso terapeutico, al follow up e per la prevenzione terziaria;
• presentare un modello organizzativo che preveda un percorso integrato, che permetta l’attuazione di un programma nutrizionale personalizzato in base al tipo di trattamento oncologico, in cui ci si avvalga anche di approcci innovativi come l’analisi del rapporto tra microbiota intestinale, malattia e terapie oncologiche;
• strutturare percorsi formativi ed informativi per gli operatori sanitari.

Gli effetti attesi da queste raccomandazioni sono quelli di ridurre le complicanze mediche, conseguenti alla malnutrizione e di facilitare il recupero di uno stato nutrizionale idoneo e della salute fisica, che costituiscono tappe essenziali nel processo di guarigione.
I pazienti oncologici dovrebbero avere sempre una valutazione nutrizionale e una dieta adeguata, in qualsiasi fase della malattia, e questo percorso dovrebbe essere parte integrante ed imprescindibile del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale, che costituisce l’insieme delle cure oncologiche, ed essere personalizzato e dinamico, considerando l’evoluzione e le esigenze del malato oncologico.
Purtroppo lo stato di malnutrizione, a volte inapparente ad una valutazione superficiale, può cambiare la storia clinica del paziente.

Anche nei soggetti che hanno superato la malattia è importante monitorare lo stato nutrizionale e metabolico ed è fondamentali educarli ad una nutrizione corretta e consapevole, elemento fondamentale per la prevenzione a medio e a lungo termine e per la gestione di eventuali problematiche secondarie alle terapie oncologiche.
Anche nel caso di un’iniziale assenza di modificazioni dello stato nutrizionale, è importante un attento controllo poiché tale condizione può essere modificata dagli effetti secondari delle terapie e/o dall’evoluzione della malattia.

La valutazione dello stato nutrizionale è un processo multimodale, basato sulla storia clinica, sui trattamenti effettuati ed in corso, sulla presenza di sintomi non controllati, sulla rilevazione dei parametri antropometrici e su test di laboratorio.
Ci si può anche avvalere di test validati (es. PG-SGA; SGA; MST; MNA®).
La valutazione dei possibili motivi di un’alimentazione inadeguata (es. micosi cavo orale, nausea) sono fondamentali per determinare eventuali carenze di macronutrienti e micronutrienti ed intraprendere un intervento terapeutico mirato.

Per ogni paziente dovrebbe esserci un percorso personalizzato ed integrato, gestito da gruppi di lavoro interdisciplinari e multi professionali, in cui le diverse figure collaborino in sinergia, ognuna per la propria competenza. Si dovrebbe costruire un modello organizzativo multidisciplinare capace di assicurare al paziente interventi terapeutici adeguati, tempestivi, efficaci, efficienti e sicuri, in cui la nutrizione sia considerata “terapia” all’interno del protocollo terapeutico.

Infine deve essere considerato come il cambiamento delle abitudini alimentari del paziente possa impattare all’interno della famiglia, dove l’alimentazione diventa argomento centrale di discussione, a volte al punto da indurre nel paziente e nei familiari uno stato di ansia e depressione.

Bibliografia
http://media.aiom.it/userfiles/files/doc/AIOM-Servizi/slide/20170511MI_12_Colatruglio.pdf.
http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2682
http://media.aiom.it/userfiles/files/doc/documenti_scientifici/2016_carta_diritti_SUPPORTO_NUTRIZIONALE.pdf
“Prevalence of malnutrition in patients at first medical oncology visit: the PreMiO study”; M. Muscaritoli et al.; Oncotarget 2017.

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