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CONSUMO DI CIBI INDUSTRIALI ULTRA TRASFORMATI E RISCHIO DI CANCRO

L’assunzione di cibo ultra trasformato è stata associata ad un incremento del 10% sul rischio complessivo del cancro al seno e di tutti i tipi di cancro.
Questo è quanto si evince da uno studio condotto dal 2009 al 2017 su 104.980 partecipanti di entrambi i sessi a partire dai 18 anni (età media 42.8 anni).
Lo studio è stato pubblicato lo scorso anno su BMJ.

Ulteriori studi sono necessari per comprendere meglio l’effetto dei vari processi di lavorazione industriale, della composizione nutrizionale del prodotto ultratrasformato, degli additivi alimentari utilizzati, del contatto con materiali delle confezioni e delle molecole che si formano dopo il confezionamento;
inoltre bisogna capire come i vari elementi in analisi interagiscano tra di loro e se c’è un effetto sommatorio delle varie sostanze tossiche.

Il consiglio è quello di scegliere cibi semplici, il meno possibile trasformati e il più possibile vicini a quello che la natura ha creato.

Inoltre consiglio cibi biologici perché alle sostanze tossiche che si creano durante la trasformazione industriale, a quelle contenute negli involucri e a quelle che si potrebbero formare dopo il confezionamento si vanno a sommare i residui dei fitofarmaci utilizzati in agricoltura.

Le possibili interazioni tra le varie sostanze chimiche (più o meno tossiche) non sono mai state studiate:
si tratta di un cocktail di cui non sappiamo nulla!

 

Fonte bibliografica:
“Consumption of ultra-processed foods and cancer risk: results from NutriNet-Santé prospective cohort”
Thibault Fiolet et al.; BMJ 2018.

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