PROBIOTICI

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Negli ultimi anni si è riscontrato sempre più interesse verso i probiotici, sia per quanto concerne il loro utilizzo sia in ambito di ricerca scientifica.

Sempre più studi confermano i benefici nell’utilizzo dei probiotici in moltissimi ambiti clinici (1,2,3,4).

I probiotici sono definiti come “microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo” (5). La logica del loro utilizzo è quella del ripristino dell’equilibrio microbico.

Generalmente sono gestiti come integratori alimentari e sono costituiti da batteri o lieviti, venduti in forma di capsule, compresse, flaconcini o bustine.
Sono commercializzati sia come miscele che come singoli microorganismi.
Si possono trovare anche negli alimenti fermentati come yogurt, kefir, miso, kimchi, crauti, kombucha, ecc…(1,6).

Nel tratto gastroenterico troviamo milioni di microorganismi patogeni e non, che si sono evoluti con l’organismo umano.

Questi microorganismi differiscono in quantità, qualità e funzione in base alle caratteristiche dell’organismo ospitante: età, sesso, etnia, ambiente, stile di vita (dieta, sport, alcool e fumi), stress, traumi e utilizzo di farmaci.

Oggi parliamo di Olobionte, il super-organismo costituito dall’uomo e dal suo microbiota, in cui i vari microorganismi in equilibrio svolgono funzioni fondamentali per il sistema nervoso, ormonale e immunitario.
Tra i vari microorganismi i più studiati sono i batteri, che distinguiamo tra patogeni e commensali, ovvero quelli che utilizzando il cibo introdotto dall’uomo, producono molecole utili per l’organismo (7, 8, 9, 10, 11, 12).

L’utilizzo di microorganismi selezionati non patogeni per la cura di alcune patologie risale al secolo scorso, con il premio nobel Eli Metchnikoff, che per primo osservò gli effetti positivi dei probiotici sulla salute umana, ipotizzando che questi effetti derivassero da un miglioramento dell’equilibrio microbico intestinale tramite l’inibizione di batteri patogeni (13).

I microorganismi utilizzati generalmente come probiotici sono i Lattobacilli, i Bifidobatteri e alcuni Lieviti.

Un probiotico per essere definito tale deve avere le seguenti caratteristiche (14-15-16):

• deve essere costituito da cellule vive e di origine umana (specie-specifici)
• deve resistere all’acidità gastrica e alla bile
• deve possedere mucoadesività
• deve essere in grado di colonizzazione l’intestino
• deve essere in grado di modulare il sistema immune
• deve produrre sostanze antimicrobiche ed esercitare antagonismo contro i patogeni
• deve presentare assenza di antibiotico resistenza trasmissibile e sicurezza d’uso (no plasmidi)
• deve avere effetti positivi sulla salute umana
• deve essere stabile fino alla scadenza

Inoltre, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, la quantità minima sufficiente per ottenere una temporanea colonizzazione dell’intestino da parte di un ceppo microbico è di almeno 109 cellule vive per giorno.
La porzione di prodotto raccomandata per il consumo giornaliero deve quindi contenere una quantità pari a 109 cellule vive per almeno uno dei ceppi presenti.

L’uso di quantità inferiori può essere consentito solo se adeguati studi scientifici supportano comunque, per il ceppo in questione, la capacità di colonizzare a livello intestinale (15).


Bibliografia

(1) “Probiotics”; N.T. Williams; Am J Health-Syst Pharm, 2010
(2) “Microbiome restoration diet improves digestion, cognition and physical and emotional wellbeing”; Kate Lawrence and Jeannette Hyde; PLoS One, 2017.
(3) “Beneficial Properties of Probiotics”; Shi LH et al; Trop Life Sci Res. 2016 
(4) “Probiotics for Gastrointestinal Conditions: A Summary of the Evidence”; Wilkins T, Sequoia J.; Am Fam Physician. 2017.
(5) http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=1426&area=Alimenti%20particolari%20e%20integratori&menu=integratori
(6) “Does Consumption of Fermented Foods Modify the Human Gut Microbiota?”; Stiemsma LT et al.; J Nutr. 2020.
(7) «Are we really vastly outnumbered? Revisiting the ratio of bacterial to host cells in Humans», R. Sender et al.; Cell, 2016.
(8) “Il microbiota intestinale”; L. Capurso, Recenti Prog Med; 2016.
(9) «Probiotics as regulators of inflammation: a review»; D. W. Lescheid; Functional foods in health and disease, 2014.
(10) «Gut indigenous microbiota and epigenetics»; Shenderov BA et al.; Microbial Ecology in Health & Disease, 2012.
(11) “Lynn Margulis, 1938–2011”; Andrew H. Knoll; Proc Natl Acad Sci U S A. 2012
(12) ”The human superorganism – of microbes and men”; Sleator RD; Med Hypotheses; 2010.
(13) ”Essais optimistes. Paris. The prolongation of life. Optimistic studies”; Metchnikoff, E. 1907; Translated and edited by P. Chalmers Mitchell. London: Heinemann, 1907.
(14) “The Use of Probiotics in Pediatric Gastroenterology: A Review of the Literature and Recommendations by Latin-American Experts” Sylvia Cruchet et al.; Paediatric Drugs, 2015.
(15) http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1016_allegato.pdf (LINEE GUIDA SU PROBIOTICI E PREBIOTICI; Ministero della Salute, Revisione marzo 2018).
(16) “Personalized gut mucosal colonization resistance to empiric probiotics is associated with unique host and microbiome features”; Zmora N. et al.; Cell. 2018;

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