SISTEMA IMMUNITARIO E MICROBIOTA: CORRELAZIONI E STRATEGIE DI MIGLIORAMENTO

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Una delle principali funzioni del microbiota è quella di modulare il sistema immunitario e proteggerlo contro gli agenti infettivi.
Già nelle prime fasi della vita i microbi “educano” il nostro sistema immunitario, facendolo maturare e rendendolo in grado di gestire patogeni, simbionti e commensali.
E’ come se venisse stabilito un equilibrio tra microbiota e sistema immunitario, caratteristico però di un intestino sano.

Il primo evento che andrà a definire la composizione del microbiota è il tipo di parto: con il parto naturale il microbiota del neonato è molto simile a quello vaginale della mamma, mentre con il cesareo il microbiota presenta molte specie tipiche della pelle materna.

Successivamente nei primi 3 anni di vita il microbiota si diversifica per poi stabilizzarsi.
In questo primo percorso anche l’allattamento al seno riveste un ruolo importantissimo, infatti il latte materno è ricco di batteri simbionti, ovvero amici, e Immunoglobulina A, entrambi in grado di modulare in sistema immunitario positivamente.

L’altro aspetto fondamentale nella composizione del microbiota è l’area geografica di provenienza.
Molti sono gli studi che hanno valutato la differenza nel microbiota di individui di nazioni diverse, ma anche la diversità del microbiota di individui prevenienti da regioni diverse della stessa nazione.

Questo dipende dai diversi aspetti ambientali come la dieta, il tipo di attività fisica, il clima, le condizioni igieniche, il bioritmo, l’utilizzo di farmaci (soprattutto antibiotici), l’inquinamento presente, ecc…
La composizione del microbiota è fondamentale nella corretta formazione e funzionamento del sistema immunitario, che ci protegge da eventi ed agenti dannosi a cui il nostro organismo è sottoposto quotidianamente.
Ogni giorno il nostro corpo deve fare i conti con inquinanti, virus, batteri, funghi, radiazioni, traumi, ecc…
Il sistema immunitario è un sistema vasto ed eterogeneo formato da cellule e molecole in grado di prevenire o neutralizzare le minacce esterne.
Esso è presente sia in forma innata, in dotazione fin dalla nascita, che in forma adattativa, che si sviluppa man mano durante il corso della vita in base al tipo di patogeni che incontra.
Ed è in questo ambito che entra in gioco il microbiota: il contatto tra i microbi naturalmente presenti e le cellule del sistema immunitario permette uno sviluppo corretto del sistema che sarà poi in grado di difendere l’organismo.

Potremmo definire il microbiota una sorta di “palestra” per le cellule immunitarie, in grado di plasmare il diverso grado di suscettibilità ai vari agenti patogeni durante la vita.

E’ chiaro a questo punto quanto la qualità del microbiota sia fondamentale per il buon funzionamento dei nostri meccanismi di difesa e quanto un’alterazione della composizione microbica possa essere dannosa.

Oggi sappiamo infatti che quasi tutte le patologie che ci affliggono (es. infezioni virali, malattie metaboliche, malattie infiammatorie croniche del tratto gastro enterico, malattie cronico-degenerative, allergie, ecc…) affondano le loro radici nella disbiosi intestinale (ovvero l’alterazione della composizione del microbiota).

Cosa possiamo fare quindi per migliorare il nostro microbiota e quindi le nostre difese immunitarie?

Per iniziare sicuramente è necessario mangiare bene!

I nostri microbi si nutrono dei cibi che noi ingeriamo e in base alla qualità della nostra dieta possiamo modificare il microbiota.
Possiamo poi modificare gli altri stili di vita che incidono negativamente come la sedentarietà, l’abitudine al fumo di sigaretta e all’alcool, l’abuso di farmaci (dei quali spesso si fa uso improprio), regolarizzare il ciclo sonno-veglia ed evitare di mangiare ad orari non adeguati.
Possiamo cercare di ridurre l’introito di inquinanti dall’esterno, che possono essere veicolati dai cibi, preferendo il consumo di alimenti biologici, oppure dagli involucri e contenitori di alimenti e bevande (es. bottiglie di plastica).

Infine possiamo integrare molecole in grado di modulare qualitativamente e quantitativamente il microbiota, come alcuni noti antiossidanti (es. l’epigallocatechingallato del tè verde, il licopene del pomodoro o il resveratrolo dei frutti rossi), come alcune vitamine e sali minerali, come i prebiotici, cioè fibre in grado di nutrire i batteri buoni, ed i probiotici, ovvero microrganismi “amici” introdotti dall’esterno che potrebbero colonizzare il lume intestinale, aiutando a resettare situazioni disbiotiche. Quest’ultimo punto però dovrebbe essere gestito dalle mani esperte di professionisti sanitari in grado di gestire correttamente gli integratori.

 

Bibliografia:
“Monitoring Perinatal Gut Microbiota in Mouse Models by Mass Spectrometry Approaches: Parental Genetic Background and Breastfeeding Effects”; S. Levi Mortera et al.; Front. Microbiol., 2016.
“Intestinal microbiota and its effects on the immune system”; M. Rescigno; Cell. Microbiol.; 2014.
“Gut Microbiota Profiles Differ among Individuals Depending on Their Region of Origin: An Italian Pilot Study”; A. Fontana et al.; Int J Environ Res Public Health. 2019.
“Gut microbiota: role in pathogen colonization, immune response, and inflammatory disease”; JM Pickard et al.; Immunol. Rev., 2017.
“The interplay between host immune cells and gut microbiota in chronic inflammatory diseases”; D. Kim et al.; Exp Mol Med.; 2017.
“Beneficial Effects of Dietary Polyphenols on Gut Microbiota and Strategies to Improve Delivery Efficiency”; A. Kumar Singh et al; Nutrients, 2019
“Role of Key Micronutrients from Nutrigenetic and nutrigenomic perspectives in cancer prevention”; A I Irimie et al.; Medicina (Kaunas), 2019.

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