UN VIAGGIO NEL NOSTRO INTESTINO

intestino

Il tratto gastrointestinale è uno dei più grandi siti di esposizione con l’ambiente esterno e la barriera intestinale svolge un ruolo cruciale.

La barriera intestinale è organizzata come un sistema multistrato diviso in 2 parti principali:

il muco, barriera fisica, e il microbiota, barriera funzionale in cui convivono microrganismi commensali e patogeni. Il microbiota svolge importanti funzioni immunitarie e metaboliche. modifiche nella sua composizione determinano l’alterazione della barriera mucosale con conseguente infiammazione.

La parte interna della barriera intestinale è rappresentata da una complessa rete immunitaria (GALT-tessuto linfoide associato all’intestino), essenziale per la salute umana: un suo danneggiamento infatti permette il passaggio del contenuto luminale nei tessuti sottostanti e quindi nel flusso sanguigno (Leaky Gut Syndrome) con conseguente infiammazione e attivazione della risposta immunitaria, alla base di molte malattie (autoimmuni, metaboliche e tumorali) ed iperreattività alimentari.

Il muco è la prima barriera fisica che troviamo, uno scudo difensivo per l’epitelio intestinale, costituito da due strati: uno interno, saldamente attaccato alle cellule epiteliali e uno esterno meno appiccicoso; entrambi sono composti da mucina glicosilata (MUC 2) che forma una copertura polimerica amorfa. MUC 2 è prodotta dalle cellule del calice ed è una molecola conservata durante l’evoluzione.

L’epitelio intestinale è un monostrato formato da 5 tipi di cellule:

enterociti, cellule endocrine, cellule M e cellule G del sistema immune e cellule di Paneth (quest’ultime proteggono le staminali epiteliali, modificano la composizione microbica e hanno funzione paracrina).

Gli enterociti sono le cellule più comuni e come barriera fisica bloccano la traslocazione del contenuto luminale verso i tessuti interni. queste cellule sono collegate da giunzioni strette e un’alterazione di questa situazione porta alla permeabilità intestinale, che permette il passaggio degli antigeni endoluminali negli strati più profondi con attivazione della risposta immunitaria e conseguente infiammazione cronica di basso grado, causa di innumerevoli patologie.

Il microbiota può essere definito come un ecosistema aperto, comprendente un gruppo di popolazioni microbiche (simbionti, commensali, patobionti) che coesistono in equilibrio in una definita regione spazio temporale. Molte sono le funzioni microbiche ed i loro effetti sul fenotipo dell’ospite. Il microbiota estrae nutrienti ed energia dagli alimenti, sintetizza molecole bioattive, influenza lo sviluppo, la morfologia e la permeabilità della mucosa intestinale, partecipa ai processi di detossificazione, modula la risposta immunitaria nell’organismo dell’ospite, modula l’infiammazione (in modo diretto innescando la cascata immunitaria ed indiretto migliorando la produzione del butirrato e di peptidi antimicrobici che ripristinano la mucosa).

I metaboliti microbici possono essere considerati i principali responsabili dei meccanismi epigenetici alla base della riprogrammazione del genoma e delle modificazioni post-traduzionali correlate all’ insorgenza e alla progressione di molte malattie.

Purtroppo spesso i meccanismi della barriera intestinale falliscono a causa dello stress, di un’alimentazione scorretta, del fumo di sigaretta, dell’utilizzo di alcolici, di un’assunzione prolungata di farmaci (antibiotici, steroidei, chemioterpaici, ecc…), dell’esposizione a radiazioni, di interventi chirurgici, di malattie croniche come la gastrite o disordini endocrini (diabete, ipotiroidismo, ecc…), di infezioni (virus, batteri, parassiti).

Negli ultimi anni sempre più si è caratterizzato un nuovo contesto in cui quasi tutte la patologie sembrano affondare le loro radici nella disbiosi intestinale e quindi le strategie terapeutiche si stanno focalizzando sempre di più sul restauro della funzione fisiologica della barriera intestinale in vari modi (soprattutto con l’utilizzo di probiotici), ma per mantenere una buona barriera intestinale, senza infiammazione e senza disbiosi, l’arma principale è uno stile di vita sana, in cui l’alimentazione svolge il ruolo di protagonista fornendo i substrati per la sopravvivenza dei microorganismi.

Dott.ssa Edy Virgili

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