IL MICROBIOTA INTESTINALE INFLUENZA I LIVELLI DI ESTROGENI

microbiota-intestinale

Una recente review (M. Kwa et al.,J Natl Cancer Inst 2016) spiega come il microbioma intestinale svolga un ruolo centrale nella regolazione dei livelli di estrogeni circolanti nell’organismo e quindi influenzi il rischio di sviluppare malattie correlate agli estrogeni come l’endometriosi, la sindrome dell’ovaio policistico, il cancro al seno e il cancro alla prostata.

Correggere le problematiche intestinali (colite, disbiosi, ecc…) può essere quindi il primo passo per prevenire le patologie correlate agli estrogeni.

Molti aspetti della fisiologia umana in cui i microbi intestinali svolgono un ruolo fondamentale sono noti (immunità, nutrizione, permeabilità intestinale, ecc…)

Questa nuova review ci parla invece di “estroboloma”, cioè l’insieme dei geni dei microbi intestinali in grado di metabolizzare gli estrogeni, regolandone i livelli circolanti ed escreti a livello enteroepatico.
I microbi dell’estroboloma producono l’enzima beta-glucuronidasi, in grado di trasformare gli estrogeni nelle loro forma attiva (estradiolo). L’estradiolo circolante è in grado di legarsi ai recettori degli estrogeni, influenzando tutti i processi fisiologici dipendenti dal legame tra estradiolo e recettore estrogenico.

Se l’intestino è sano e in eubiosi, ovvero le varie specie microbiche sono in equilibrio tra loro, l’estroboloma produce la giusta quantità di beta-glucuronidasi e l’omeostasi degli estrogeni viene mantenuta. Se invece è presente disbiosi intestinale, l’attività della beta-glucuronidasi può essere alterata con conseguente carenza o eccesso di estrogeni liberi.

Gli estrogeni svolgono molti ruoli vitali nell’organismo umano

  • regolano l’accumulo di grasso corporeo,
  • la differenziazione degli adipociti,
  • le funzioni dell’apparato riproduttivo femminile
  • la salute cardiovascolare,
  • il turn-over osseo e la replicazione cellulare.

Ovviamente un’alterazione dell’omeostasi estrogenica può compromettere tutti i processi elencati con gravi conseguente per la salute, come lo sviluppo di malattie croniche e degenerative.

Nelle donne in menopausa, la riduzione degli estrogeni è associata ad un aumentato rischio di obesità, malattie cardiovascolari e osteoporosi (J M. Baker et al. Maturitas, 2107). Gli estrogeni regolano il metabolismo del glucosio e dei lipidi, la differenziazione degli adipociti, la formazione dell’osso e la risposta infiammatoria nell’aterosclerosi. Le normali riduzioni di estrogeni che si verificano durante la menopausa compromettono questi processi estrogeno-dipendenti, innescando l’obesità, le malattie cardiovascolari e l’osteoporosi. La disbiosi intestinale ovviamente può esacerbare lo stato carenza estrogenica nelle donne in postmenopausa, aumentando ulteriormente il rischio di queste malattie croniche.

In effetti, un’alta prevalenza di disbiosi intestinale è stata osservata in pazienti obesi e in quelli con malattie cardiovascolari e osteoporosi.

Anche l’endometriosi, patologia caratterizzata dalla crescita del tessuto endometriale esterno all’utero, è stata associata a disbiosi intestinale (MT Bailey et al; Hum Reprod. 2002).

L’estroboloma delle donne con endometriosi può avere un numero maggiore di batteri produttori di beta-glucuronidasi, che porta a un aumento dei livelli di estrogeni circolanti, alla base della patologia. Nell’endometriosi si associa anche la disbiosi vaginale, dove si è rilevata una diminuzione di lattobacilli e un aumento di batteri gram-negativi patogeni. Questo suggerisce che il termine “estroboloma” dovrebbe essere esteso anche ai microrganismi del tratto riproduttivo femminile (J Puca et al; Allied Journal of Medical Research; 2017).

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), dove le donne presentano un eccesso di androgeni, potrebbe dipendere da un microbiota intestinale alterato in cui l’attività della beta-glucuronidasi è ridotta con conseguente riduzione degli estrogeni ed aumento degli androgeni (L. Lindheim et al.; Plos One, 2017; Y Guo et al; Plos One 2016).

 

Tantissimi studi recenti collegano la disbiosi intestinale a varie forme di cancro

I ricercatori hanno scoperto che i malati oncologici presentano un microbiota intestinale molto alterato rispetto ai soggetti sani, non solo, anche il microbiota dei tessuti malati non risulta in equilibrio.
Sembra che l’ambiente microbico intestinale sia in grado di influenzare il microbioma dei tessuti distanti sensibili agli estrogeni (C Urbaniak et al; Appl Environ Microbiol. 2016).
Il microbiota intestinale alterato nei pazienti oncologici può portare ad un aumento dell’attività della beta-glucuronidasi e ad un conseguente aumento dei livelli di estrogeni circolanti, che si legano ai recettori degli estrogeni promuovendo la proliferazione cellulare nei tessuti sensibili agli estrogeni (J M. Baker et al. Maturitas, 2107).

Ovviamente gli stili di vita errati (sedentarietà, fumo, alcool, dieta errata, abuso di farmaci) sono le principali cause di alterazione del microbiota intestinale e quindi anche dell’estroboloma.

Soprattutto la dieta ha un grosso impatto sulla salute dell’intestino in quanto il microbiota viene influenzato e modificato dagli alimenti che si consumano.

Non solo, oggi portiamo a tavola cibi contenenti estrogeni, sia vegetali, che animali, oltre sostanze chimiche utilizzate dall’industria alimentare per la produzione, la preparazione e la conservazione dei cibi che riescono a mimare perfettamente gli estrogeni.

Si raccomanda quindi di seguire uno stile di vita sano, basato su una dieta di tipo Mediterraneo, in cui si scelgano cibi freschi e preferibilmente biologici.

 

Dott.ssa Edy Virgili

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