INTOLLERANZA AL LATTOSIO

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L’intolleranza al lattosio, che riguarda circa la metà della popolazione italiana, si verifica quando una persona non riesce a digerire il lattosio, ovvero lo zucchero contenuto nel latte, a causa di una carenza o insufficienza dell’enzima lattasi.
Generalmente questo problema ha origine genetica, ma può dipendere anche da una disbiosi dell’intestino tenue, cioè un’alterazione della composizione del microbiota.

L’intolleranza al lattosio può comparire sin dall’infanzia o manifestarsi in età adulta.

Se l’intolleranza è genetica l’organismo non è in grado di produrre enzima lattasi e il disturbo si manifesta già durante lo svezzamento.
Raramente il neonato è completamente privo di lattasi e manifesta i sintomi già durante l’allattamento materno.

Quando l’intolleranza al lattosio è acquisita (o secondaria) può insorgere in qualsiasi momento della vita e generalmente dipende da un’alterazione del microbiota dovuta a patologie, lesioni o infiammazioni a carico dell’intestino oppure a terapie antibiotiche che inibiscono l’attività dell’enzima lattasi.
In caso di intolleranza acquisita il problema potrebbe essere transitorio e il lattosio dopo un periodo di disintossicazione di almeno 4-6 mesi potrebbe essere reintrodotto gradualmente.

Il lattosio è un disaccaride che per essere metabolizzato dall’organismo deve essere prima scisso dalla lattasi nell’intestino tenue nei due zuccheri semplici che lo compongono: galattosio e glucosio.
Qualora l’enzima lattasi sia assente o insufficiente, il lattosio non riesce ad essere digerito e rimane nell’intestino, dove fermenta ad opera dei microorganismi intestinali, richiamando liquidi e producendo gas in eccesso, e determinando i vari fastidi associati all’intolleranza al lattosio (flatulenza, gonfiore, dolori addominali, evacuazione irregolare, nausea, mal di testa, stanchezza, eruzioni cutanee di vario tipo).

La sintomatologia associata a questo malassorbimento può variare da soggetto a soggetto, in base alla gravità dell’intolleranza e dalla composizione dal pasto consumato.

Per diagnosticare l’intolleranza al lattosio l’esame comunemente effettuato e scientificamente riconosciuto è il breath test (test del respiro), esame non invasivo che consiste nell’analisi dell’aria espirata dal soggetto prima e dopo la somministrazione di una dose di lattosio.

Se il lattosio non viene digerito e inizia a fermentare si ha un’iper-produzione di idrogeno: se il test rivela che l’aria espirata è troppo ricca di questo gas, significa che è presente l’intolleranza.
Inoltre è possibile effettuare i test genetici che verificano la predisposizione genetica a questo disturbo.

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